Week end culturale in occasione della mostra organizzata per i 500 anni dalla morte dell’Urbinate, Raffaello Sanzio. Sarà l’occasione per visitare una delle città più belle del Rinascimento, con il suo Palazzo Ducale, voluto da Federico da Montefeltro nel XV secolo ed oggi sede della splendida Galleria delle Marche.
Città d’immensa ricchezza storica e artistica, dove si respira il Rinascimento, immersa nelle morbide colline marchigiane, tra la valle del Metauro e la valle del Foglia. Circondata da una lunga cinta di mura in cotto e ornata da edifici in pietra arenaria, divenne “culla del Rinascimento”, ma è soprattutto grazie all’apporto di Federico di Montefeltro che Urbino acquisì l’eccellenza artistica e monumentale. Non solo Raffaello ma anche Bramante mossero i primi passi proprio qui ad Urbino: Raffaello in particolare si formò nella bottega paterna ed esordì con opere commissionategli dalle vicine località del ducato. Passeggiando lungo le ripide e strette strade di Urbino, patrimonio mondiale Unesco dal 1998, si offre al nostro sguardo un panorama fatto di tetti e di chiese particolarmente suggestivo anche dal punto di vista paesaggistico, essendo la città adagiata tra due colli.

Urbino, città dalla storia millenaria dove si respira il Rinascimento ma anche una visione del futuro, grazie alla sua dinamica università, una delle più antiche d’Italia, che nasce nel 1506, conta più universitari che residenti autoctoni, e vanta anche una famosa Accademia di Belle Arti. Casa di artisti, scienziati, matematici e uomini di lettere, luogo descritto mirabilmente nel libro “Il Cortegiano” di Baldassare Castiglione, che ha forgiato i caratteri del cosiddetto “gentiluomo” , rimasti in voga in tutta Europa fino al XX secolo.

Programma

sabato 26 Ottobre 2019 ROMA – Urbino

ore 7,00 partenza con appuntamento alla stazione della metro B Castro Pretorio
Partenza in pullman per Urbino
arrivo a Urbino, sistemazione in Hotel, visita della città
Tempo per il pranzo libero per poter gustare la specialità di Urbino: la crescia sfogliata, farcita con salumi e formaggi, soprattutto stracchino o squacquerone, oppure in versione vegetariana.

Visita del Palazzo Ducale e della mostra Raffaello e gli amici di Urbino

La costruzione del magnifico Palazzo Ducale, ad opera del duca Federico da Montefeltro, coinvolgendo le più importanti maestranze dell’epoca, trasformò Urbino in una magnifica corte principesca ed attrasse nel Ducato il meglio che la cultura umanistica italiana potesse offrire. “Palazzo in forma di città” lo definì Baldassarre Castiglione, impressionato dalla reggia. Il palazzo, caratteristico per la facciata con i suoi torricini, è sede della Galleria Nazionale delle Marche, che conserva una delle più belle ed importanti collezioni d’arte del Rinascimento italiano. Il percorso, all’interno del Palazzo, oltre a condurre il visitatore in ambienti di grande suggestione, tra cui lo “Studiolo del Duca”, la “Cappellina del Perdono” e il “Tempietto delle Muse”, lo avvicina alle numerose testimonianze della civiltà figurativa urbinate, e a capolavori assoluti come La Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, La Muta di Raffaello e il misterioso dipinto della Citta’ ideale, punto di partenza di alcuni fra i maggiori problemi prospettici, urbanistici, di architettura e di spazio che, nel passaggio dal primo al secondo Rinascimento, fondarono la civiltà moderna. Dopo gli ultimi restauri, è possibile visitare anche i sotterranei del Palazzo con la neviera, la selleria, la lavanderia, la cucina, la stalla ed il bagno del Duca. A seguire visita della Mostra Raffaello e gli amici di Urbino.

Cena e pernottamento

Domenica 27 novembre 2019 Urbino– ROMA

Prima colazione in Hotel

La nostra giornata inizierà con la visita della casa natale di Raffaello,
acquistata nel 1460 dal padre di Raffaello, Giovanni Santi umanista, poeta e pittore alla corte di Federico da Montefeltro, che vi organizzò la propria bottega. In un piccolo ambiente ritenuto la stanza natale del pittore, è collocato l’affresco della “Madonna col Bambino” attribuito dalla critica ora a Giovanni Santi, ora a Raffaello giovane. Alla morte di Raffaello la casa fu divisa tra i suoi eredi e solo nel 1635 venne rilevata dall’architetto urbinate Muzio Oddi e nel 1873 passò all’Accademia Raffaello che ne divenne gelosa custode, promuovendo ricerche e studi.

La mattina proseguirà con la visita ai due oratori di San Giovanni e San Giuseppe. Nell’Oratorio di S. Giovanni è conservato un importante ciclo pittorico dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni, risalente al 1416, straordinario documento della precoce adesione alle influenze del gotico internazionale. Sulla parete di fondo della chiesa, la suggestiva Crocifissione si anima del forte contrasto tra la drammaticità della scena principale e la frammentazione del racconto in tanti piccoli episodi nei quali è rappresentata la folla che assiste all’evento. Il ciclo pittorico rappresenta la massima espressione artistica raggiunta dai fratelli Salimbeni per il virtuosismo tecnico, evidente negli angeli con le ali intarsiate di madreperla, e per gli scorci prospettici e la finezza cromatica, ma anche per la particolare attenzione descrittiva delle scene nelle quali trova spazio una realtà varia e composita, vagamente fiabesca.

A pochi metri troviamo anche l’Oratorio di San Giuseppe che fu sede dell’omonima confraternita dal 1503. Molto legata a questa confraternita fu la nobile famiglia degli Albani, in particolare Papa Clemente XI e il cardinale Annibale Albani, che contribuirono a renderla tra le più ricche di Urbino. La chiesa vera e propria è ad aula unica, in forma rettangolare; è stata riccamente affrescata sulle pareti, sulla volta e nel catino absidale, dal pittore urbinate Carlo Roncalli. Sopra l’altare domina una grande edicola marmorea, donata da Papa Clemente XI nel 1732, con due colonne in porfido rosso, provenienti dal Pantheon, e al centro è collocata una statua in marmo bianco raffigurante San Giuseppe, proveniente dalla basilica di San Giovanni in Laterano. All’interno dell’oratorio, è conservato lo splendido presepe dello scultore urbinate Federico Brandani, realizzato tra il 1545 e il 1550, in tufo e pietra pomice.

Pranzo libero e tempo libero, quindi partenza per il rientro a Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *