13/5/2008 (13:55) - BILANCIO DELLE
VENDITE
Piccolo è bello
SILVIA FRANCIA
TORINO
In confronto ai 10 mila libri e 30 mila gadget venduti nel solo
stand d’Israele, le poche decine di copie piazzate negli spazi
dedicati a Camera e Senato faranno anche un po’ sorridere. Ma a
vedere di che si tratta, vince l’effetto sorpresa. Perché oltre alle
commemorazioni - da La Pira a Goria - con il loro valore di
documento storico, a sorpresa hanno trovato acquirenti anche
discorsi parlamentari, relazioni di commissioni bicamerali
d’inchiesta, atti di convegni e conferenze. Bei tomi corposi, mica
quisquilie. Non per nulla i responsabili delle due postazioni al
Lingotto si dicono soddisfatti. D’accordo lo sconto Fiera del 20%,
ma qui il «giro d’affari» è raddoppiato rispetto al 2007, anche se,
a conti fatti, l’incasso è di soli 600 euro.
«Non è fondamentale, comunque - commenta Franca Corsi per la Camera
dei Deputati -, il nostro intento è quello di far conoscere le
istituzioni e la Costituzione». Soddisfattissimo dei 160 scontrini
battuti, anche il napoletano Paolo Sacchi, che per 3 euro vendeva il
suo «Gioco delle motivazioni». «Ho dovuto fondare una casa editrice
per vederlo stampato, perché nessuno voleva pubblicarlo - ammette
l’autore, ex funzionario Aci - e per venire qui a Torino ho speso
molto, 1600 euro circa. Ma, come ho promesso in famiglia, è stato
l’ultimo esborso per promuovere il volume. Meno male che ha avuto
successo». Successo, sì. Perché nei piccoli stand, dove a volte
spazi esigui e postazione defilata penalizzano, il trionfo o lo
scacco si misurano in unità o decine, quasi mai in centinaia.
Lo stand della Calabria fa eccezione, con 300 volumi impacchettati,
ma la cifra va divisa tra i 21 editori presenti in quei pochi metri
quadrati. Ma la contentezza si misura altrimenti. Come allo stand
della Calabria: «E’ andata benissimo, meglio dello scorso anno»,
spiega Fulvio Mazza. «E, soprattutto, abbiamo conosciuto nuovi
potenziali autori e firmato contratti». Che poi nella hit delle
vendite ci sia «La principessa sul cocomero», fiaba pubblicata da
«Coccole e caccole», in cui il principe ribelle sposa una
fruttivendola, poco conta. C’è persino chi ha all’attivo un solo
volume smerciato, ma non ne fa un dramma. Così alla postazione
dell’Archivio Storico Olivetti, dove tra i bellissimi libri strenna
si è piazzata sola una copia di fiabe illustrate da Luzzati. Sempre
meglio delle affiches in tela a 150 euro: «Una è prenotata, ma
chissà se verranno davvero a comperarla», spiega l’addetta.
Della serie, prenderla con filosofia: forse proprio perché la
«filosofia», in questo caso, non è quella dell’incasso, ma della
promozione d’immagine. Non manca chi mugugna, sia pure con garbo.
Alla location di «Vita universale», addobbata stile giardino
dell’Eden, tra fiori, angioletti e poster con le mucche, si ammette
la débâcle. «L’anno scorso andò molto meglio, anche perché qui, a
fondo padiglione, non ci vede nessuno. Però i cd da meditazione
“musica dell’anima” sono andati forte: abbiamo clienti che tornano
tutti gli anni per incrementare la collezione». E se allo stand
torinese di Daniela Piazza Editore si festeggia l’ultimo giorno di
Fiera come «il più fruttuoso dei cinque, sia a livello di incassi
che di interesse per i libri», da «Res Antiquae», un team di
archeologhe romane festeggia le vendite: 100 magliette con la
scritta dal libro di Geremia «Ingannevole è il cuore più di ogni
altra cosa».
Un tripudio anche a «Noi associazione», dove si è fatta promozione
sociale in oratorio e si sono distribuiti opuscoli dal titolo
«Gestione del circolo con servizio bar», ma s’è pure giocato a
calciobalilla. Non particolarmente euforici, invece, i «signori del
fumetto», di stanza nel padiglione 5, che spiegano: «E’ andata
meglio del 2007, quando eravamo confinati in uno spazio torrido. Ma
anche quest’anno non si può dire che avessimo grande visibilità».