La mostra si è chiusa con una conferenza sul merchandising museale
Gioielli dell’antichità

Un momento della conferenza dell’11 marzo

16/03/2006 - Si è concluso sabato 11 marzo il ciclo di conferenze sulla mostra di gioielli antichi “Aurifices: tra passato e presente”, ospitata dal Museo Archeologico Lavinium di Pratica di Mare ancora per qualche giorno. Quattro in tutto gli incontri che si sono svolti sul tema e che hanno illustrato le modalità di riproduzione dei gioielli e i loro legami con il passato. L’ultima conferenza, che si è svolta l’11 marzo presso il Museo di Pomezia alle 17.30, ha chiuso la mostra presentando il tema “Merchandising museale: dall’ispirazione all’impresa”. Ada Foschi e Bianca Esmeralda Panu, rappresentanti della Cooperativa Archeologica “Res Antiquae” nata nel 1989, hanno illustrato il processo che ha portato il merchandising, quindi l’oggettistica museale, a diventare un elemento importante, se non fondamentale, nel passaggio dall’idea classica del museo al museo come impresa. E’ il 14 gennaio del 1993 che la legge Ronchey apre le porte ai privati nella gestione dei servizi aggiuntivi museali: servizi editoriali, librari, di ristorazione e di vendita di altri beni correlati all’informazione museale. Il 22 gennaio 2004 il decreto legislativo n.42 soppianta la legge precedente, lasciando però inalterata l’organizzazione tecnica dell’oggettistica museale. Durante la conferenza si è voluta sottolineare la differente gestione del merchandising che si ha in un piccolo museo comunale come quello di Pomezia, una gestione diretta dal Comune stesso e che pone molta attenzione al visitatore - fruitore. Fondamentale è anche l’importanza delle riproduzioni di oggettistica museale nelle restaurazioni degli originali ormai deteriorati. Molto interessante è poi il recente allontanamento del merchandising museale dal suo luogo di origine, il museo stesso; stanno infatti nascendo diversi negozi in giro per il mondo in cui si vende esclusivamente oggettistica museale. In chiusura Ada Foschi e Bianca Esmeralda Panu hanno mostrato una serie di prodotti, realizzati dalla Cooperativa Archeologica “Res Antiquae”, ideali, cioè utili, infrangibili, trasportabili e versatili, per essere venduti nelle zone museali: un grembiule archeologico con su stampata una ricetta di Catone il Censore; una borsa di tela con una frase tratta da un brano di Ateneo; e poi ancora blocchi per appunti, acquerelli, formelle e tovaglioli, tutti oggetti semplici ma che possono essere facilmente acquistati da un pubblico, più o meno appassionato, di archeologia.

Autore:

Teresa Di Martino